Dalla biglia
al gioiello
“Come si può buttare in un cestino qualcosa che porta con sé un ricordo?”
Una biglia non è mai solo una biglia. È un pomeriggio d'infanzia, una mano aperta, la luce che attraversa il vetro colorato.
Prenderla, tenerla, trasformarla. Darle un filo, un'anima nuova. Farne qualcosa che si porta con sé — non nel taschino, ma addosso.
Nasce così ogni pezzo Le Biglie: da un oggetto che qualcuno stava per dimenticare, a un ricordo che merita di restare.
Dietro Le Biglie ci sono io, Tiziana Caruso. Sono un'appassionata di ricordi. Da sempre mi chiedo perché certe cose vengano buttate via quando portano ancora con sé qualcosa — un'emozione, un momento, una storia.
Nel 2006, questa domanda è diventata una boutique. Ho cominciato raccogliendo biglie di vetro — quegli oggetti piccoli e colorati che sembrano fatti apposta per essere persi — per dare vita alla loro trasformazione, cucendoci attorno un progetto e inserendole in un mondo di fili, pietre e metalli.
Ogni collana, ogni parure che trovi qui ha attraversato le mie mani. Non c'è nulla di seriale, nulla di ripetuto. C'è invece la certezza che quello che stai indossando ha una storia — e che quella storia, da oggi, è anche un po' la tua.
Perché un gioiello fatto a mano non è solo un accessorio. È la risposta a quella domanda di quando ero bambina: no, non si butta. Si trasforma.